Maltrattamenti e violenza

Se senti il bisogno di chiedere aiuto a qualcuno…  E’ importante chiedere subito aiuto.
E’ difficile e doloroso parlare del tuo problema e forse hai timore di non essere capita o creduta, ma è necessario che tu possa fidarti di qualcuno/a che abbia delle competenze specifiche e possa aiutarti nel modo più adeguato.
Presso Filo Rosa AUSER, come in altri Centri Antiviolenza, potrai trovare delle donne professioniste che sapranno ascoltarti e offrirti accoglienza, assistenza legale, supporto psicologico e la possibilità di cominciare un percorso di uscita dalla violenza, nel rispetto della tua autonomia e delle tue scelte e garantendo anonimato e riservatezza.
Non è facile, ma in situazioni di emergenza e di pericolo sarà presa in considerazione anche la possibilità di inserirti in una casa rifugio ad indirizzo segreto, dove potrai trovare ospitalità anche insieme ai tuoi figli.
Quando la violenza ti procura ferite, lividi o altri segni sul corpo recati al Pronto Soccorso del tuo ospedale o dal tuo medico di base e fatti rilasciare un referto medico in cui si specifichi l’autore della violenza. Anche se non lo userai subito, il referto è una prova preziosa di quanto hai subito se vorrai sporgere denuncia in futuro.
In qualunque caso, quando avverti una situazione di pericolo per te e per i tuoi figli, puoi chiamare direttamente il 112 o il 113 per far intervenire le Forze dell’ordine.
Gli agenti interverranno per allontanare o calmare il tuo partner e tu potrai scegliere in un secondo momento se fare denuncia, perché la violenza in famiglia è un reato perseguibile dalla legge.

Se hai bisogno di allontanarti dalla tua casa con urgenza… Nel caso la situazione di convivenza con il partner violento diventi intollerabile e pericolosa per te e/o per i figli può essere necessario che tu e loro vi allontaniate dal domicilio familiare. Se i figli sono minori, è bene ricordarsi di avvertire i Carabinieri o la Polizia, spiegando che lo stai facendo per proteggerli, in modo da evitare anche un’eventuale querela per sottrazione di minore.
Se ti senti costretta a fuggire da casa il più velocemente possibile, ricorda di:
– tenere sempre a portata di mano una valigetta con dei vestiti;
– portare con te i farmaci che usi e le ricette mediche;
– contattare un’ amica o una parente che ti possa ospitare temporaneamente;
– portare con te il cellulare e l’elenco dei numeri che ritieni utili;
– procurarti una copia delle chiavi di casa e della macchina;
– avere con te i tuoi documenti (carta d’identità, codice fiscale, permesso di soggiorno, libretto e patente
dell’auto, documenti legali, libretto di lavoro, eventuali denunce e certificazioni mediche di supporto) e quelli
dei tuoi figli o figlie;
– portare dei soldi oppure il bancomat o la carta di credito o il libretto degli assegni.

Se vivi una situazione di continuo maltrattamento… L’art.572 del Codice Penale punisce “chiunque maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte”.
Il reato esiste quando la condotta è continuata (in un lungo periodo molteplici atti di vessazione, umiliazione, aggressione fisica ecc…) che causano sofferenze fisiche o morali ad una persona della famiglia ed è punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con pene più severe in caso di lesioni personali gravi.
Nel caso si tratti di atti di violenza isolati, o comunque non continuativi, si configura il reato di percosse, che è punito a querela della vittima con la reclusione fino a 6 mesi o con una multa. Se dal comportamento violento deriva una malattia del corpo o della mente (ferite, forme di invalidità, traumi anche psicologici…) il reato previsto è quello di lesioni personali.
Per poter dimostrare ciò che ti è successo, è indispensabile recarti al Pronto Soccorso dell’Ospedale o dal tuo medico di base per ottenere il certificato relativo; soprattutto se intendi per il futuro considerare l’eventualità di una separazione giudiziale, con addebito della responsabilità al marito.
Il medico, le Forze dell’Ordine e tutti gli altri incaricati di pubblico servizio sono obbligati a fare denuncia in presenza di lesioni guaribili in più di 20 giorni, anche se la vittima non è d’accordo; nel caso di lesioni guaribili in meno di 20 giorni, il reato è perseguibile se tu decidi di presentare una denuncia-querela ai carabinieri o alla polizia o al giudice competente e per farlo hai tempo tre mesi.

Se pensi che lui debba andarsene… La legge 4 aprile 2001, n. 154 ha previsto una misura protettiva nel caso di violenza familiare. Questa legge prescrive alla persona che abbia tenuto condotte violente nei confronti di altra persona convivente in famiglia (maltrattamento, lesioni, percosse…) di lasciare immediatamente la casa familiare, di non farvi rientro e di non accedervi senza autorizzazione del Giudice. Inoltre alla persona violenta è fatto divieto di avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa, come per es. la dimora della propria famiglia d’origine o dei parenti prossimi, il luogo di lavoro o la scuola frequentata dai figli. L’allontanamento del maltrattante può essere stabilito per un periodo da tre a sei mesi e può essere ripetuto una sola volta, quindi per un periodo massimo di un anno.

Se sei perseguitata dal tuo ex… Se il tuo ex marito, o compagno, o amico con condotte ripetute ti minaccia e ti molesta tanto da farti vivere in un perdurante stato di ansia e di paura o indurti ad un fondato timore per la tua incolumità e ti costringe ad alterare le tue abitudini di vita, puoi rivolgerti alla Questura esponendo i fatti e chiedendo che l’autore della condotta venga ammonito.
Il reato di stalking o atti persecutori è stato previsto dalla legge n.38 del 23 aprile 2009 e introdotto nel codice penale all’art.612bis.

Se decidi di sporgere querela, e puoi farlo entro sei mesi, la pena prevista per il persecutore è della reclusione da sei mesi a quattro anni, ed è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o dall’ex partner e se è commesso in danno di minore o di donna in stato di gravidanza o di persona disabile.
Le Forze dell’Ordine, le ASL e le Istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima la notizia di reato di stalking hanno l’obbligo di fornire alla vittima tutte le informazioni relative ai centri antiviolenza presenti sul territorio e in particolare nella zona di residenza della vittima; se la vittima ne fa espressa richiesta hanno l’obbligo di provvedere a metterla in contatto con i Centri Antiviolenza.

Se sei stata vittima di violenza sessuale… Con la legge n.66 del 15 febbraio 1996 la violenza sessuale è considerata un delitto contro la persona ed in particolare contro la sua libertà e non più un reato contro la morale pubblica e il buon costume.
L’art. 609bis del Codice Penale punisce “chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali”. La pena è della reclusione da 5 a 10 anni, ma aumenta da 6 a 12 anni se il reato è commesso nei confronti di persona minore di quattordici anni; con l’uso di armi, sostanze alcoliche, narcotiche ecc.; nei confronti di persona minore di 16 anni, della quale l’abusante sia ascendente, genitore anche adottivo, tutore. Se la vittima ha meno di 10 anni la pena è da 7 a 14 anni.
Occorre la querela della persona offesa entro sei mesi dall’accaduto; una volta presentata non è più revocabile.
La vittima di violenza sessuale è ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche se il suo reddito supera il limite previsto dalla legge.